Per un filo diretto Turco-Federico

Iniziativa Radicale

Per un filo diretto Maurizio Turco- a

butta.pngLettera aperta e aperta alla firma di chiunque

“Ringraziamo i compagni che finalmente hanno convocato il Congresso del PRNTT (a proposito dove mandiamo il documento per entrare a Rebibbia?), tuttavia il panorama che offre oggi il Partito è di un batti e ribatti senza un vero dialogo.

Al cosiddetto Senato ci vanno alcuni e non altri, alla conferenza stampa ci vanno altri e non alcuni.

Si fanno comunicati e lunghi interventi ma non c’è un confronto: c’è piuttosto un dialogo fra sordi che pure abitano lo stesso luogo o passano su un binario unico con treni diversi: e questo dà l’immagine di 2 gruppi che si attaccano per conquistare un Partito che da quanto abbiamo capito in poche settimane può perdere radio, sede, etc. etc. come se fosse ancora il Partito degli anni 80, che…

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“Sonnambulismo verso l’Armageddon” di Sam Harris

Senza Filtro

Questo lungo post di Sam Harris sul suo blog affronta diversi temi controversi con lucidità rara, e ci farebbe bene rifletterci tutti insieme, soprattutto a sinistra, soprattutto da quando la sinistra ha lasciato la battaglia contro il relativismo etico a gente come Ratzinger,  Calderoli e Meloni.
Per chi non mastica l’inglese, o per chi è pigro, mi sono preso la briga di tradurlo. L’ho fatto in fretta, e chiedo perdono per eventuali imprecisioni. Se qualcuno ha da correggere, me lo faccia presente: il “non accetto lezioni da nessuno” fa schifo, io di lezioni e correzioni ho una fame smodata, e vi ringrazio in anticipo.

Camminare nel sonno verso l’Armageddon

Nel suo discorso in risposta all’assassinio raccapricciante del giornalista James Foley da parte un jihadista britannico, il presidente Obama ha pronunciato la seguente rimprovero (impiegando una denominazione alternativa per ISIS):

L’ISIL non parla per conto di nessuna religione … e nessuna fede insegna alle persone a massacrare…

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La rabbia dei bianchi è benzina per Trump

EUROPA O NO

Articolo pubblicato su L’Espresso

Il miliardario è molto popolare tra coloro che più hanno pagato la crisi economica. Ma la sua ricetta non li favorirà. E farà aumentare il deficit.

Un comizio di Donald Trump a Chicago è stato rinviato per disordini. A S. Louis si è tenuto nonostante i tafferugli. In North Carolina un sostenitore di Trump ha sferrato un pugno in faccia ad un manifestante di colore che veniva allontanato dalla polizia. Gli Stati Uniti non sperimentavano questo livello di violenza politica dalla lotta per i diritti civili dei neri. Ad essere arrabbiati, però, questa volta sono i bianchi. In un sondaggio dello Stigler Center (che io dirigo) dell’Università di Chicago, si vede che – per dato livello di reddito – i bianchi sono più arrabbiati per la situazione economica di quanto lo siano i neri. Tra i livelli di reddito basso (tra i 10 e i 25…

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Di mammografie, diagnosi precoce, e delle insopportabili uscite di Grillo

Il mio karma

Ci ho pensato molto, prima di scrivere questo post sulla pessima uscita di Grillo contro Veronesi e contro l’eccesso di prescrizioni di mammografie che, secondo il nuovo genio comico dell’oncologia italiana, non servono, se non per biechi interessi, in particolare di Veronesi.  Poi, per metterci una pezza, ha dichiarato che non intendeva dire che la mammografia non serve, ma che può dare falsi risultati positivi inutilmente allarmanti, e che ce l’aveva con chi pensa che fare la mammografia previene il cancro al seno. Ah sì? C’è qualcuno che pensa questo?

Dunque, sì, ‘sto post lo devo proprio scrivere, anche se ovviamente ci sono state già tante repliche, come questa http://www.wired.it/scienza/medicina/2015/05/11/grillo-efficacia-mammografia-tumore-seno/, a cui volentieri rimando per approfondire gli aspetti più propriamente scientifici.

Il fatto è che bisogna sempre fare chiarezza su questo tema, perché stiamo parlando di cose serie, di messaggi che non devono proprio passare, di cialtronerie che un uomo pubblico non…

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Lettera della Senatrice Elena Cattaneo

Ignoranza, antiscienza, demagogia, “me l’ha detto mio cugino”. forse era meglio che internet se lo tenevano gli ambienti universitari

Pro-Test Italia

Ripubblichiamocon la preghiera di massima diffusione questo messaggio della Senatrice Elena Cattaneo su degli interventi preoccupanti di alcuni nostri politici che vorrebbero bloccare la ricerca in Italia.

Gentili iscritti alla mailing list

mi permetto di allegarvi il resoconto stenografico (link) di alcuni interventi in Parlamento tenuti lo scorso giovedì nel corso delle discussioni sul benessere animale che hanno finito per dedicarsi, nei termini che leggerete, alla sperimentazione animale. In particolare, vi invito a leggere gli interventi dei Senatori Taverna (M5S), De Petris (SEL) e Bonfrisco (FI-PdL) – quest’ultima tra le maggiori sostenitrici del metodo Stamina in Parlamento – e altri (guarda la seduta), oltre al pregevole intervento della Sen.ce De Biasi (PD). Domani, martedì 5 maggio, si ultimerà la discussione e si voteranno le mozioni.

Da questi interventi penso si possa evincere che alcuni parlamentari sono, in questo caso, ignari dei temi di scienza e salute di cui…

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sul movimento dei focolari

Scrivo poco, e non ho il tempo di essere breve e chiaro. Pazienza, tanto no ho lettori…
Per motivi familiari, ho avuto spesso contatto con il movimento dei focolari, fondato da Chiara Lubich. Del resto loro ti invitano spesso ad incontri piccoli e grandi. Mi ha sempre colpito (come a quasi tutti) la loro gentilezza, il loro modo di fraternizzare facilmente, e ho sempre rispettato il loro modo di promuovere un mondo in cui si risolvono i conflitti personali.

In un paese e in un mondo in cui si predica la pace bruciando manichini, picchiando chi non la pensa come te, o anche solo con l’insulto e il linciaggio mediatico… be’ iniziare dal personale e non dal politico non è una brutta idea.
Ho sempre detto “non per me, grazie” per vari motivi: sapevo che in un movimento dove tutti sorridono c’è una struttura che le decisioni le prende, magari anche litigando, e le impone sorridendo agli altri (l’avevo visto in fede e luce, ma lì andava benissimo, dato che si occupano di handicappati mentali con volontari in gran parte adolescenti). Ma l’unanimismo, l’adorazione della leader, l’accettazione indiscussa di tutta la morale cattolica e un altro paio di cosettine, su cui forse tornerò, non erano per me.
A chi mi chiedeva, rispondevo: “averne un paio per vicini di casa va benissimo, ma non sono certo persone che approvano il bilancio della loro associazione”.
Poi ho scoperto altre cose: ho conosciuto gente fuoriuscita dai livelli più interni della cipolla e ho scoperto che vengono isolati, tranne per tentativi di recupero, ho sentito di Marisa Baù, morta suicida; ho cercato un po’, e sono giunto a questa sezione del blog sacroprofano.net: la migliore raccolta di informazioni sul movimento dei focolari anche se non l’unica, come chiaramente viene detto più volte.

Il movimento ha aspetti indubbiamente positivi e nonviolenti nei suoi strati più esterni, e ne ha altri settari e violenti al suo interno.

E’ importante che si conoscano le ombre di questo gruppo: non esistono luci senza ombre, non esiste il paradiso in terra; solo vedendo tutto il più laicamente possibile ci si può migliorare. come dice giustamente la persona che si firma Lyra, nelle utopie:

…Ogni individuo ha un luogo, una funzione e un dovere stabilito che deve compiere con dedizione. Il bisogno di abolire la possibilità di deviazione, destabilizzazione o alterazione dell’ordine stabilito è il punto forte delle utopie (incluso quella in cui abbiamo creduto e che per periodi più o meno lunghi abbiamo aiutato a costruire).

…l’insieme crea meccanismi o punisce fortemente chi dal retto cammino si allontana o chi non rispetta le norme vigenti …

Un loro motto è infatti: “l’utopia che diventa realtà”. No, grazie, l’utopia resti lì, un po’ più avanti, tenetevi la meta, io mi tengo il cammino.

per ora, restaurare

Caro Marco,
ho letto il tuo interessante intervento sul voto online nei soggetti radicali: in breve, ti dispiaci del fatto che la relazione di Andrea De Angelis, a nome di un gruppo di lavoro, ipotizzi solo una quota di voto online e alcuni casi particolari di partecipazione online a congressi o comitati. A tuo parere, occorre “coinvolgere (…) persone che altrimenti mai si iscriverebbero a un partito” fino a pensare “di abolire le tessere e qualsiasi distinzione netta tra chi è dentro e chi è fuori; di dilatare il tempo e gli spazi del congresso, rinunciando sia a definire una sede fisica univoca sia il tradizionale programma di quattro giorni” e porti ad esempio la primavera araba.

Fondamentalmente, non sono d’accordo con te.  Probabilmente dobbiamo ancora trovare la formula giusta per cui l’immensa forza di circolazione delle idee a costo zero sia impiegata a favore del mulino radicale. Qualcosa stiamo scoprendo più o meno per caso con gli open data, che incrociano la battaglia, nata dopo questioni nostre interne, dell’anagrafe pubblica degli eletti; qualcosa imitando il modello wikileaks (ma intanto c’è il mito wikileaks che fa un’ombra immensa: nessuno ha letto i dispacci ma tutti credono di sapere cosa c’è dentro) ma non credo ad alcuni miti.

Non credo a “saremo sempre in congresso”: lo sento dire dal 1988, quando vidi una copia del manuale di Agorà telematica di Roberto Cicciomessere. Non riuscivo ad immaginarmelo, e non riesco ancora oggi, in tempo di tweet, feed, facebook, link, 30-50 email al giorno, “vuoi aggiornare flash?”, “Ciccio condivide un video”, “clicca questo link”…. Il congresso è quando si condivide la propria attenzione, nello stesso periodo. E l’attenzione è una merce rara, la più importante di questi tempi. Per avere la nostra attenzione ci regalano film, foto, chat, tette, chiappe, barzellette, adesso la nuvola. Il tempo e lo spazio della attenzione sono limitati. Sono stati due gli esperimenti con l’associazione senza fissa dimora? io ne conoscevo solo uno, mi registrai di corsa, tra mille intoppi, e poi non seguii né il dibattito né la votazione perché ero a casa mia, e mia moglie e i miei figli non credevano che io ero al congresso virtuale!

Non credo a “ci rivediamo in rete”. Guarda i siti che amministro tecnicamente io, quello dei valdesi di Como non è certo frequentato dai valdesi di Como. Quello dei radicali di Lecco è frequentato abbastanza, intasato ai tempi di Eluana, praticamente ignoto agli iscritti della associazione titolare.  Quando un gruppo fa un sito o una mail list, o comunque si dà appuntamento in rete, non è lo stesso gruppo che si ritrova.

Non credo a: “i giovani usano internet” i giovani sono usati da internet e sono contenti. La maggior parte dei giovani si stanno scavando la fossa con profili pubblici su FB dove legittime sbronze, bestemmie, rabbie adolescenziali sono a disposizione degli esperti di risorse umane che li esamineranno. Ho visto ragazzi scrivere “google” nella casella di ricerca di google; generalmente non sanno cos’è un sito.

Non credo al “popolo della partite iva” e al terziario avanzato: quelli come me saranno utili alle battaglie liberiste meno di quanto i tossicodipendenti lo sono stati per quelle antiproibizioniste. A proposito… hai una fattura da farmi scaricare?

Interessante invece è la primavera araba, e non solo. Ma occorre considerare tre aspetti: primo, lì la rete serve per far circolare cose che altrimenti sono censurate e la semplice circolazione disordinata, anarchica è sufficiente a far dire alla gente: “non sono solo, altri la pensano come me”. Secondo, che dall’Iran, alla Libia, alla Siria la gente si mobilita per disperazione, a rischio della vita. Terzo, non mi risulta che ci sia un modo originale di formazione del consenso sulla rete, ma semmai tecniche di “guerriglia” e di anonimato.

Da noi funzionerebbe l’uso della rete come per la primavera araba? Le denunce recenti di Rita Bernardini sui privilegi dei parlamentari, per esempio, saranno sempre sovrastate dal falso appello del 2002, pieno di errori e fine a se stesso. Gli italiani del Sud continuano ad emigrare al Nord e qualche imprenditore del nord, all’estero; dunque -per fortuna- ben pochi sono disperati al punto da rischiare la vita; Sul terzo, ci dicono Zambardino e Russo, commentando il caso Grillo in eretici digitali:

Gli strumenti pensati per la democrazia, per l’espressione della “saggezza delle masse”, per la collaborazione tra pari hanno dato vita qui al loro opposto: alla deflagrazione di una comunicazione carismatica che tende al totalitarismo. Se vogliamo dirlo, questo è il maggior contributo italiano alla storia del web.

Infine, sono abbastanza d’accordo son te sulla forma partito: i partiti tradizionali chiedevano adesione ideologica e fornivano identità e aggregazione. Se senti i discorsi di chi ha più di 50 anni, ti renderai conto che il “fare parte” della tribù partito era fondamentale. Questo è stato anche un bene per l’Italia di 40 anni fa, ma oggi nessuno sembra più averne bisogno, e questo è anche meglio.

Ieri molti ci dicevano “non mi iscrivo” pensando “io non sono della tua tribù, non vi somiglio” o “non voglio fare parte di una tribù”. Oggi uno che non si iscrive ai Radicali pensa che non ha tempo per andare in sezione tutte le settimane perché -per fortuna!- la vita è piena di portare i figli da scuola allo sport, di corsi di inglese e cineforum. La tessera in cartoncino richiama un modello di partito che non interessa più a nessuno e che non pensiamo nemmeno di proporre.

Noi avevamo -malgrado certi dati antropologici settari su cui sorvoliamo- un altro principio: l’aggregazione per obiettivi. In questo senso dobbiamo reinventare l’aggregazione radicale di sempre: l’adesione alla campagna per l’uninominale con un euro o due via paypal era una buona idea, anche se non è seguito poi niente (mi avessero scritto una volta).

Dunque, bene ad aree di voto online, bene a associazioni interamente telematiche, e altre cose da pensare: verso l’esterno, dovremmo essere un po’ più furbi di Grillo e inventare messaggi “virali” efficaci; verso l’interno, forme di discussione nuove, meno logorroiche di un forum, meno dispersive di facebook, meno autarchiche di un blog.

Ma per ora, per me, Il “partito senza sezioni” vale come l'”ufficio senza carta”. Ne riparlerete tra 50 anni.

(una riflessione in risposta a una nota di Marco del ciello apparsa qui: http://notizie.radicali.it/articolo/2011-07-08/intervento/voto-line-restaurare-o-ricostruire)

fa notizia / non fa notizia

se un uomo morde un cane, fa notizia

un un cane morde un uomo, non fa notizia

se un radicale viene utile al governo, fa notizia

se 10 deputati PD, 2 IDV, 8 FLI vengono utli al governo…. ma che notizia è?

fantastico Vincino!

oggi sul foglio

“2500 ave, 10.000 pater, 500 milioni alle scuole private e casini al governo….”

cercavo un caso particolare…

cercavo questa notizia, sentita a Radio Radicale qualche anno fa:

http://www.radioradicale.it/scheda/240983/il-caso-di-una-famiglia-di-romeni-investita-recentemente-a-roma-da-un-pregiudicato-italiano-di-cui-la-stam

ho iniziato da google, “italiano investe rumeni” e non arrivavo a quella che cercavo, perché sommersa da:

http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/20…10/18-ottobre-2010/rumeno-chiede-abbassare-voce-lui-italiano-investe-poi-fugge-1703977626186.shtml

http://www.disma.biz/?p=338

http://lombardia.indymedia.org/node/14269

http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2009/07/12/investe_due_romeni_e_fugge_arrestato_a_torvaianica.html

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Roma-investe-due-romeni-in-bicicletta-e-fugge-arrestato-automobilista_437739969.html

Prima dei romeni, temevamo gli albanesi, no?

http://www.repubblica.it/online/cronaca/bimbocomo/morto/morto.html